Conciliazione vita-lavoro: contributi fino a 12.000 euro per la certificazione UNI/PdR 192:2026

27/07/20260


Dal 21 settembre 2026 le imprese potranno presentare domanda per accedere a
servizi specialistici di accompagnamento e a un contributo destinato ai costi della
prima certificazione secondo la UNI/PdR 192:2026, la prassi dedicata alla
conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Il bando in sintesi

Dotazione complessiva7,5 milioni di euro
Apertura domande21 settembre 2026, ore 10:00
Chiusura prevista31 marzo 2027, ore 16:00, salvo esaurimento anticipato delle risorse o proroghe
Assistenza tecnicaFino a 6 giornate, per un valore massimo di 2.459,01 euro al netto dell’IVA, se dovuta
Contributo certificazioneFino a 12.000 euro al netto dell’IVA, in base agli addetti equivalenti e ai tempi di audit
PresentazioneEsclusivamente online tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere

Di cosa si tratta

L’avviso pubblico, attuato da Unioncamere, ha l’obiettivo di rendere più accessibile alle imprese il
percorso di certificazione del Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e
lavoro
conforme alla UNI/PdR 192:2026.

La misura sostiene sia la fase di preparazione, attraverso servizi di assistenza tecnica e
accompagnamento, sia la fase di verifica finalizzata al rilascio della prima certificazione da parte
di un Organismo di Certificazione accreditato e aderente all’iniziativa.

Il 60% della dotazione finanziaria è riservato alle micro, piccole e medie imprese. È inoltre prevista
una riserva del 5% per le imprese in possesso del rating di legalità.

Che cos’è la UNI/PdR 192:2026

La UNI/PdR 192:2026 definisce i requisiti di un sistema di gestione dedicato alle politiche aziendali
per la conciliazione tra responsabilità familiari e attività lavorativa, con particolare attenzione a
maternità, paternità, genitorialità e carichi di cura.

La certificazione non riguarda una singola iniziativa di welfare, ma la capacità dell’organizzazione
di pianificare, attuare, misurare e migliorare nel tempo le proprie politiche attraverso obiettivi,
responsabilità, processi e indicatori di performance.

Le 7 aree di valutazione

  • organizzazione del lavoro e flessibilità;
  • supporto alla maternità;
  • supporto alla genitorialità;
  • supporto agli impegni di cura;
  • salute e benessere;
  • sostegno economico e servizi per le famiglie;
  • sviluppo professionale e continuità di carriera.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le imprese che, alla data della richiesta, possiedono i requisiti indicati
nell’avviso. Tra i principali:

  • almeno un dipendente in organico;
  • partita IVA attiva;
  • sede legale e operativa in Italia, oppure domicilio fiscale in Italia nei casi previsti;
  • regolarità contributiva attestata dal DURC;
  • assenza di procedure liquidatorie o condizioni ostative previste dall’avviso;
  • rispetto degli obblighi in materia di lavoro, sicurezza, ambiente e collocamento mirato;
  • adempimento relativo al rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, per le imprese soggette all’obbligo;
  • superamento del test online di pre-screening.

Attenzione: i requisiti devono essere mantenuti dalla
presentazione della domanda fino all’erogazione dei servizi e dei contributi.

Le agevolazioni previste

1. Voucher per assistenza tecnica e accompagnamento

Le imprese ammesse possono beneficiare di servizi specialistici per l’analisi dei gap, la definizione
del piano aziendale, il monitoraggio degli indicatori, la predisposizione del piano strategico e la
pre-verifica del sistema di gestione.

Il contributo massimo è pari a 2.459,01 euro al netto dell’IVA, se dovuta, corrispondente
a un massimo di 6 giornate di assistenza.

2. Contributo per la prima certificazione

Il contributo copre i servizi necessari al rilascio della prima certificazione: esame della domanda,
verifica documentale, audit in sede, osservazione diretta delle attività ed emissione del certificato.

L’importo riconosciuto può arrivare fino a 1.200 euro per giornata di audit, con un
massimo complessivo di 12.000 euro al netto dell’IVA. Il contributo viene liquidato
direttamente da Unioncamere all’Organismo di Certificazione dopo il conseguimento della certificazione.
Eventuali importi eccedenti i massimali restano a carico dell’impresa.

Addetti equivalentiTempi di auditContributo massimo
1–51,5 giornate1.800 euro
5,1–102 giornate2.400 euro
10,1–152,5 giornate3.000 euro
15,1–253 giornate3.600 euro
25,1–454 giornate4.800 euro
45,1–655 giornate6.000 euro
65,1–856 giornate7.200 euro
85,1–1257 giornate8.400 euro
125,1–1758 giornate9.600 euro
175,1–2499 giornate10.800 euro
Oltre 25010 giornatefino a 12.000 euro

Il numero di addetti equivalenti è calcolato con riferimento agli addetti coinvolti nei processi
considerati più critici nell’ambito del sistema di gestione, secondo i criteri richiamati dall’avviso.

Per le imprese già in possesso della certificazione per la parità di genere e/o del
Family Audit può essere riconosciuto, su richiesta, un incremento di
450 euro per determinati costi di sorveglianza sostenuti nel periodo previsto.

Come presentare la domanda

  1. Compilare e superare il test di pre-screening online.
  2. Richiedere un preventivo a un Organismo di Certificazione presente nell’elenco ufficiale degli OdC aderenti alla misura.
  3. Predisporre le dichiarazioni e i documenti richiesti, con firma digitale del legale rappresentante.
  4. Presentare la domanda tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere.
  5. Indicare un indirizzo PEC valido per tutte le comunicazioni relative alla procedura.

Le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione. Considerata la possibilità
di chiusura anticipata per esaurimento delle risorse, è opportuno predisporre per tempo la
documentazione necessaria.

Scadenza del percorso

Le attività di assistenza e il percorso di certificazione devono concludersi entro il
30 giugno 2027, salvo eventuali proroghe comunicate da Unioncamere.

Perché valutare la certificazione

Un sistema di gestione strutturato per la conciliazione vita-lavoro consente all’impresa di trasformare
le politiche per il benessere delle persone in processi misurabili e verificabili. Tra i possibili
benefici:

  • miglioramento dell’organizzazione interna e della gestione dei tempi di lavoro;
  • maggiore attrattività nei confronti di persone e talenti;
  • rafforzamento della retention e del coinvolgimento del personale;
  • valorizzazione delle iniziative di welfare già adottate;
  • miglioramento della reputazione e della sostenibilità sociale;
  • possibile accesso ai benefici normativi previsti per le imprese certificate, nel rispetto delle condizioni applicabili.

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accesso al bando e sul percorso di certificazione.


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Fonte:

Unioncamere – Avviso per le imprese
.
Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa. Per requisiti, condizioni di ammissibilità,
modulistica, massimali e modalità operative vincolanti si rinvia al testo integrale dell’avviso e
ai relativi allegati.

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