Bandi e agevolazioni · Toscana Nord-Ovest
Le imprese di Lucca, Massa-Carrara e Pisa possono accedere al bando camerale dedicato a certificazioni, consulenza e formazione in ambito ambientale, sociale e di governance. Il voucher copre il 50% delle spese ammesse, con massimali diversi secondo il progetto: il limite di 6.000 euro non si applica a tutti gli interventi.[1] [3]
Aggiornamento delle fonti:
Dati della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.[1]
Chi può richiedere il contributo
Possono partecipare imprese e loro consorzi iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, con sede o unità locale nelle province di Lucca, Massa-Carrara o Pisa. Occorrono attività regolarmente denunciata, pagamento del diritto annuale, PEC attiva e regolarità previdenziale e contributiva, verificata attraverso il DURC.[2] [3]
L’articolo 2 stabilisce ulteriori condizioni, fra cui l’assenza delle situazioni concorsuali e delle cause ostative indicate, l’assenza di debiti scaduti verso la Camera e gli organismi elencati e la copertura assicurativa contro i rischi catastrofali, per le imprese soggette all’obbligo. Non sono ammissibili gli stessi interventi o le stesse spese già finanziati dal bando certificazioni 2025.[2] [4]
È obbligatorio aver compilato il questionario SUSTAINability indicato dal bando e allegare il report riferito all’anno della domanda. Non va confuso con una certificazione: è l’autovalutazione richiesta per accedere alla misura.[3] [4]
Attenzione al diritto annuale: la regolarizzazione successiva alla presentazione della domanda non è considerata utile ai fini del requisito. Le condizioni di ammissione devono sussistere dalla domanda fino alla concessione dell’aiuto.[2]
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Quanto spetta: i quattro massimali
Il contributo è a fondo perduto e si calcola sulle spese riconosciute ammissibili, al netto dell’IVA. L’articolo 5 distingue quattro configurazioni.[1] [2]
| Intervento | Contributo massimo |
|---|---|
| Certificazione singolaUna sola certificazione dell’Ambito 1 oppure una diagnosi energetica. | 4.500 € |
| Certificazione integrataAlmeno due diverse tipologie ammesse nell’Ambito 1; nel conteggio può rientrare la diagnosi energetica. | 6.000 € |
| Consulenza o formazione ESGAttività dell’Ambito 2 non finalizzate al conseguimento di certificazioni o diagnosi energetiche. | 4.000 € |
| Certificazione singola + attività dell’Ambito 2Una certificazione, affiancata da consulenza o formazione non finalizzata all’ottenimento di una certificazione. | 5.000 € |
I massimali non si sommano: ogni domanda deve ricadere in una sola configurazione. Il tetto di 5.000 euro, quindi, non scatta semplicemente aggiungendo la consulenza preparatoria alla certificazione: serve anche l’attività dell’Ambito 2 prevista dal bando.[2]
Quali interventi sono finanziabili
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Ambito 1: certificazioni e diagnosi energetica
L’elenco comprende, tra gli altri, ISO 45001 per salute e sicurezza sul lavoro, la serie UNI EN ISO 14000 in materia ambientale, ISO 50001 per l’energia, SA 8000, UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere e i riferimenti ISO 37001 e ISO 37301 per anticorruzione e compliance.[1] [4]
Fra le voci relative ai prodotti figurano EPD, l’impronta climatica secondo ISO 14067, GRS ed Ecolabel UE. È prevista inoltre la diagnosi energetica. Si tratta di esempi: l’elenco completo, con le denominazioni e i riferimenti adottati dalla Camera, è nell’articolo 3 e nel modulo di domanda.[1] [4]
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Ambito 2: consulenza e formazione ESG
Sono previsti percorsi relativi a report e bilanci di sostenibilità, pratiche ambientali, verifica dei criteri ESG e analisi ambientali. Rientrano anche i percorsi di trasformazione in società benefit. Questo ambito può finanziare attività che non portano all’ottenimento di una certificazione.[2] [3]
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Spese ammesse, esclusioni e periodo di riferimento
Le voci finanziabili comprendono consulenza, formazione del personale e costi di rilascio delle certificazioni o della diagnosi energetica. Hardware e software sono ammessi soltanto se strettamente collegati all’intervento e nel limite del 20% del costo complessivo ammissibile. Il collegamento deve risultare dalla descrizione del progetto e dai documenti di spesa.[1] [4]
Sono esclusi i rinnovi e gli adeguamenti di certificazioni già acquisite, i normali costi di funzionamento dell’impresa e la consulenza per la sola presentazione telematica della domanda.[2]
L’articolo 4 ammette le spese dal 1° gennaio 2026 fino al 180° giorno dalla pubblicazione all’Albo camerale della determinazione di concessione. Per i progetti già avviati, l’articolo 3 richiede l’inizio dopo il 1° gennaio 2026: conta la prima fattura, anche di acconto, oppure il contratto, se sottoscritto prima.[2]
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I requisiti dei fornitori
Per le certificazioni, l’articolo 3 richiede il rilascio da parte di soggetti accreditati entro il termine di rendicontazione. È quindi necessario verificare il soggetto che rilascia il certificato, non soltanto il preventivo economico.[2]
I fornitori di consulenza o formazione devono documentare almeno due attività nell’ultimo biennio, una per ciascun anno, a favore di clienti diversi, negli ambiti del bando. L’Allegato 5 raccoglie l’autodichiarazione e i servizi svolti: deve essere firmato digitalmente dal fornitore e allegato alla domanda dell’impresa.[2] [5]
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Come presentare la domanda
L’invio avviene esclusivamente sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, con firma digitale. L’accesso è previsto tramite SPID, CNS o CIE; è possibile operare anche attraverso un intermediario, con la procura richiesta.[2] [9]
La documentazione comprende il modulo di domanda, Allegato 1, preventivi o fatture con le singole voci di costo, il report SUSTAINability e, quando pertinenti, procura, autodichiarazione del fornitore e polizza contro i rischi catastrofali. Per consulenza, formazione e strumenti informatici occorre descrivere il collegamento con il progetto. Il modulo va compilato digitalmente, non a mano, e firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante.[4]
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Ordine delle domande e priorità
La graduatoria segue il protocollo delle domande complete. I partecipanti ai workshop settoriali del progetto “Sostenibilità dello sviluppo economico: l’Economia di Francesco” hanno priorità a parità di data di presentazione, non una precedenza generalizzata. L’istruttoria prevede un termine di 90 giorni dalla domanda, con le sospensioni o interruzioni previste dal bando.[1] [2]
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Come si ottiene l’erogazione
Concessione e pagamento sono due fasi distinte. La rendicontazione va trasmessa su ReStart entro 180 giorni dalla pubblicazione all’Albo camerale della determinazione di concessione. Il termine non decorre dalla scadenza del bando né dall’invio della domanda.[1]
L’Allegato 3 richiede fatture, quietanze e documenti relativi ai risultati ottenuti. In questa fase è previsto anche il report di autovalutazione digitale Selfi4.0, distinto da SUSTAINability. Per la formazione occorrono la dichiarazione di fine corso e gli attestati di frequenza per almeno l’80% delle ore; la polizza assicurativa va allegata quando obbligatoria.[2] [6]
Per consulenza e formazione si aggiunge l’Allegato 6: una relazione sulle attività effettivamente svolte, la loro attinenza al bando e gli obiettivi raggiunti. Il modello richiede un testo fra 800 e 2.000 caratteri e, se una certificazione prevista non è stata ottenuta, l’indicazione delle motivazioni.[8]
Le fatture devono riportare il Codice unico di progetto (CUP), salvo le eccezioni previste per i fornitori non stabiliti in Italia. I documenti anteriori alla comunicazione del codice devono essere regolarizzati secondo le istruzioni del bando. Per i pagamenti occorrono le prove dell’Allegato 4: per esempio, contabile del bonifico ed estratto conto ufficiale, non semplici schermate dell’home banking.[1] [7]
È inoltre necessario realizzare e rendicontare almeno l’80% delle spese ammesse: sotto questa soglia è prevista la revoca. Il massimale può inoltre essere ridotto: per esempio, se un progetto integrato consegue una sola certificazione, il tetto passa da 6.000 a 4.500 euro, ferme le altre condizioni del bando.[2]
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Regime de minimis e cumulo
Il voucher è concesso in regime de minimis. La compatibilità con altri contributi va verificata rispetto al regime applicabile all’impresa, ai limiti per l’“impresa unica” e alle regole sul cumulo per gli stessi costi. La percentuale del 50% non elimina queste verifiche.[2] [4]
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